13^ anniversario della Quebrada Santa Rosa

Data: 
Sabato, Agosto 28, 2010 - 16:07
Autore: 
Fiorella

Anniversario della Quebrada Corona Santa Rosa, la comunitá fondata da Gianni Vaccaro e da sua moglie Nancy nella periferia di Lima. Che si concludera' con una danza andina che ci dice molto su cosa accade nelle periferie di Lima al giorno di oggi.
La sansazione e' che si tratti di un quartiere piu' recente e problematico di VES, almeno questa e' l'apparenza. Chi c'e' gia' stato guida il gruppo ed indica la strada, mentre oltrepassiamo un gruppo di lavoratori, regolarmente muniti di giubbetto. Uno di loro ci ferma, da europea penso che probabilmente stiamo dando fastidio. Niente di tutto questo: e' Padre Pablo, immerso nei lavori edili, che ci ha riconosciuti dai fazzolettoni e fermati!
In breve ci spiega il nostro lavoro, ai miei occhi ai confini dell'assurdo: spostare con picconi, pale, rastrelli e due carrette un po' di terra che frana dalla montagna per "livellare" la strada che passa davanti ad una costruzione dove fabbricano divani e poltrone.
L'unica cosa che mi viene in mente è "svuotare l'oceano con il secchiello". La terra che frana non e' terra, ma pietrame; ci cascano le pietre grosse addosso, non sappiamo dove metterle, nè come separarle dalle pietre; la strada e' tutta sbilenca: cosa si puo' livellare?
Per natura e formazione, non faccio niente se non ho chiaro l'obiettivo e come arrivarci. Comunque, sono qui, e con gli altri (tra cui due francesi che si sono unite a noi, e che per ora conosciamo poco o niente) ci mettiamo all'opera. A parte l'apparente non senso, il lavoro e' massacrante per me, che di solito sto dietro ad una scrivania e non sono piu' una ragazzina. Mi ricordo delle mie discopatie alla schiena e tremo. Mi chiedo se farei mai una cosa del genere a casa mia. Chiara giustamente mi fa notare che non esiste alternativa: o fare cosi o lasciare la strada sbilenca.
Si arriva all'ora di pranzo, dopo si continua, ed a quel punto non ce la faccio proprio piu fisicamente, smetto un po' prima degli altri, che comunque entro breve capitolano anch'essi. Diamo un'occhiata alla strada per vedere se è cambiata: non so dire se la nostra visione sia obiettiva o obinubilata dal desiderio, comunque, boh, di fatto pare piu' diritta!
Ci trasferiamo a casa di Gianni e Nancy.
Casualmente siamo capitati nel 13^anniversario della Quebrada Corona Santa Rosa, cosi ci sara' una grande festa in due parti, la prima pomeridiana, con uno spettacolo illustrativo della storia della Comunita'; la seconda notturna, piu' godereccia. Arrivano Gianni e Nancy, saluti agli scout conosciuti, presentazioni con i nuovi. Corrado sperava che uno di loro ci potesse spiegare qualcosa della comunita', ma non serve: la rappresentazione scenica e' piu' che sufficiente a spiegare tutto!
Si vedono marito e moglie appena scesi dalle montagne che non riescono ad inserirsi nel contesto cittadino. I figli che si ribellano contro le madri, poiche' una voragine di apre tra due generazioni nate e cresciute in contesti cosi' lontani. La mamma che piange e chiama la vicina per farsi difendere. I figli che si fanno prendere dai vizi cittadini.
Diciamo che un po' mi ricorda la mia infanzia, il gap generazionale tra noi nati in citta' - che volevamo parlare di politica, sessualita', filosofia - e i nostri genitori trasferiti dalla campagna nel dopoguerra, per cui l'unico problema era lavorare e mangiare. Ma qui l'abisso e' molto piu' grande, lo capiro' piu' tardi.
Saluti a Gianni e a Nancy. Un po' di chiacchiere, una fetta di torta. Noi non ce la facciamo a sopportar l'umidita' di Lima, chiediamo di rientrare prima e Gianni chiama un taxi.
Ma succede una cosa strana. Tutti fuori per "benedire" gli abiti per una danza andina. Che sara'? Un uomo di apparenti 25 anni ci chiede di attingere, a giro, con un garofano ad un vasetto di acqua e benedire questi vestiti, mentre dice parole strane. Alla fine, mi si attacca e comincia a parlarmi in una lingua sconosciuta di cui non capisco un accidente! Boh, lo spagnolo di solito lo capisco! Mi prende a braccetto e mi accompagna da una donna che mi pare abbia piu' o meno mia coetanea, un 45 anni? "Te presento mia señora", dice. A regola, questo vuol dire che la signora è sua moglie!!!!! La signora, che invece parla spagnolo comprensibile, mi traduce quello che farfuglia lui.
Capisco che l'uomo sta per fare una danza andina e vuole che noi lo guardiamo.
Torno dagli altri: una volontaria italiana che fa il servizio civile qui mi conferma che i due sono sposati, e che la signora non ha assolutamente la mia eta', chissa' se arriva a trent'anni: li porta male perche' fa una vita dura, mi dice. Del resto, la coppia ha due figli piccolissimi, tra i 3 ed i 5 anni!
Comincia la danza.
L'uomo spunta vestito con il costume andino, bellissimo e multicolore, e con lui ugualmente vestito il figlio piccolo, sui tre anni. Si scatena in una sarabanda di danza, che sarebbe pure bella, se non fosse percepibile un clima che spaventa.
Difficile dirlo a parole.
Ad un dato momento, l'uomo afferra il retro della veste del figlio piccolo tra i denti e comincia a girare vorticosamente con il bimbo appeso alla bocca, ma poi cede ed il bimbo casca faccia avanti a terra!!! Tutti tirano il fiato, lui non si smuove neppure e continua a danzare indifferente! Il bimbo si rialza e piange, la mamma corre a riprendelo e lo consola!
Poi l'uomo afferra Michele e lo trascina malamente a danzare con lui! Grazie a Dio, Michele e' un tipo sportivo e sa difendersi.
Gianni piu' tardi ci spieghera' che queste danze durano settimane sulle Ande, e non sono danze bensi' prove di forze tra gruppi di danzatori diversi, vince il gruppo che resiste di piu'.
Un uomo che appartiene ad una cultura di questo tipo, pressoche' tribale, e che viene sbalzato tutto di un colpo nel mondo tecnologico del XXI secolo, che possibilita' ha di difendere se stesso e la sua famiglia?
Come si sente la sua donna accanto a lui?
Come puo' proteggere se stessa ed i suoi figli?