...ayacucho...

Data: 
Lunedì, Agosto 23, 2010 - 15:25
Autore: 
elena merciari

La novita' porta con se' due sfumature che all'apparenza posson sembrare discordanti, ma che in realta' sono cosi' dannatamente complementari che anche questa volta non sapevo come mi sarei sentita. Da una parte sei pronto ad accettare una nuova sfida, con tutto quello che essa iplica: paure, entusiasmi, voglia di rimettersi in gioco...ma, dall'altra parte come biasimarsi se ci si sente appartenere alle esperienze vissute precendentemente. Io cosi mi sentivo: dilaniata dal cambiamento e da un ricordo ancora legato alla comunita' di Cuzco. E cosi' mi sono svegiata la mattina...pronta ad affrontare la realta' di Ayacucho. Quella che vi sto per raccontare e' una grande storia, e' la storia che ha riempito la nostra mattinata, e' la storia di un grande amore, un amore forse come molti altri, uno di quegli amori che come ha detto Gil lo riconosci, sai che quella che ti sta davanti e' la persona con cui vuoi passare il resto dei tuoi giorni. Sarebbe bello poter descivere a parole il gesto che Gil ha fatto per mostrarci che la loro non era una coppia complementare cosi e cosi, ma una di quelle complementarieta' che forse solo un matematico, nella freddezza del suo calcolo puo' capire. E' la storia di due persone che non hanno voluto tenere solo per se' il loro amore, ma l'hanno portato ai bambini nati con disfunzioni fisiche, ma con una grande voglia di vivere. Dopo tante peripezie, si sono trasferiti ad Ayacucho ed e' nata la casa dell' "Los Gorriones". Attualmente ospita 29 bambini di varie eta' con cui abbiamo condiviso un pomeriggio di giochi, dove non sono potuti mancare il gioco del mastino e la danza del mosquito che oramai qua in Peru' sono diventati i nostri pezzi forti. Il loro affetto e le loro risate ti riempiono il cuore, ma ancora di piu' respiri proprio la dedizione che i volontari e papa' Gil danno a questi chicos. Quel luogo e' la loro roccaforte, e'il loro riscatto da una vita che gli ha tolt quacosa, ma gli ha dato un entusiasmio, che forse noi non siamo in grado di sentire. E ora come faccio a dirvi come mi sono sentita!? molte volte il sentimento non trova facilemnte parola.. mi sono sentita invasa di un'energia nuova, invidiavo la loro capacita' di divertirsi e di amare e allo stesso tempo avevo troppa stima per le persone che si prendono ogni giorno cura di loro. In un modo divrso, ma nn meno sentito e' un po' la stessa sensazione che ho avuto nello stare con i ragazzi del barrio... con i quali abbiamo giocato il pomeriggio prima di andare alla casa di Gil..e inizio a pensare che questa semplicita' posso trvarla ad ogni angolo di questa meravigliosa terra, dove i bambini sanno veramente ridere. e ora devo anche dirvi un'altra cosa...cambiando un po' i toni della conversazione, anzi ve ne dico due: serata a base di cusquegna negra e musica. Tranquilli lo stile scout ci ha contraddistinti anche in una serata che diciamo, non prevedeva bivacchi e chitarra intorno ad un fuoco.